Cenni Storici

Il parco archeologico architettonico letterario è alle spalle della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta a Mergellina, ed è ricco di importanti testimonianze della storia dei Campi Flegrei e dell’antica Neapolis.

I luoghi erano di proprietà privata, poi gradualmente vennero acquisiti dallo Stato; intorno al 1930, per volontà dello studioso Enrico Cocchia, fu realizzato il parco secondo il suggestivo itinerario che oggi è possibile percorrere.

L’intervento comportò notevoli modifiche alla fisionomia del luogo, e in particolare ai livelli che conducevano all’ingresso della Cyipta Neapolitana, il cui antico aspetto è ben documentato dai dipinti, incisioni e acquerelli.

Si attraversa il cancello e sul fondo del viale, in leggera salita, si trova l’edicola eretta nel 1668 per volere del vicerè Pietro d’Aragona.

È costruita in lastre di piperno: sul marmo bianco superiore vengono ricordati alcuni lavori di restauro eseguiti nella Crypta e si descrive poeticamente il paesaggio dei Campi Flegrei e il grande pregio dei suoi antichi impianti termali. L’altra epigrafe, composta dal medico Sebastiano Bartolo, autore della Thermologia Aragonia, elenca i primi dodici balnea che s’incontravano dall’uscita della Cripta sino alla Solfatara, mettendone in risalto virtù e benefici curativi.

Proseguendo, dopo la curva, s’incontra sulla destra il mausoleo che dal 1939 accoglie le spoglie di Giacomo Leopardi. Più avanti s’arriva alla suggestiva terrazza affacciata su Napoli, alle cui spalle vi è l’ingresso alla Crypta Neapolitana, che si apre come una fenditura nella collina di Posillipo.

La galleria di collegamento con i Campi Flegrei, nota come Grotta di Posillipo o di Puozzoli, o ancora come Grotta di Virgilio, cavata lungo la “”via Puteolana””, fu realizzata secondo Strabone dall’architetto romano Lucio Cocceo Aucto, attivo nel 40-30 a.C..

Le profonde trasformazioni verificatesi nel corso dei secoli, sia nel tunnel che nell’area circostante, hanno determinato il forte abbassamento del piano di calpestio e l’allargamento dello spazio prospiciente. Lungo le pareti laterali, poco dopo l’ingresso, si aprono due nicchie con affreschi acrivibili alla metà del XIV secolo. Nell’Itinerarium Syriacum Tetrarca ricorda infatti che un eremita ricavò all’uscita della grotta una piccola cappella, denominata di S. Maria dell’Idra.